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venerdì 29 novembre 2019

Hilarium: un party game con delle potenzialità che, però, non ci ha convinti

Il party game di cui parliamo oggi si chiama Hilarium è uscito nel 2000 e in Italia è stato distribuito congiuntamente dalla Hasbro e dalla Parker.
Si tratta di un gioco da 3 a 6 giocatori da 15 anni in su. Vi dirò, noi c'abbiamo giocato fino in 10 persone creando delle coppie che mimavano insieme le varie carte, quindi potete provare anche voi a usarlo in serate particolarmente popolose.



Ma partiamo dall'inizio, se volete acquistarlo, io vi consiglio di lasciar perdere e optare per qualcosa come happy salmon più divertente e meno ingombrante, in ogni modo lo potete ancora portare a casa facilmente: è stato riedito varie volte e atualmnte si possono reperire anche delle espansioni (che ho visto ma come sempre quando le vado a cercare non le trovo mai).

Se volete vedere il video che abbiamo girato a bassa voce prima di andare a dormire ( non proprio l'ideale per un gioco del genere) lo trovate qui.


Contenuto della confezione

La scatola è piccolina e lunga, ha proprio una forma di quei giochi da grandi. Io mi ricordo com'era bello passeggiare nei reparto dei giochi da tavolo negli anni '90, le scatole dei passatempi per bambini erano così grandi (forse perché io ero piccola?) e colorate mentre quelli dei giochi per i più grandi come trivial pursuit o saltimente mi sembravano così seriose e poco attraenti. In ogni modo non dovrete soppalcare casa per riporlo perché è compatto ma la confezione poteva essere ridotta ancora,  al suo interno trovate:
  • un regolamento;
  • banconote in 3 tagli: 10, 50 e 100;
  • 5 mazzi di carte bifrontali, cioè con cui si può giocare sia da un lato che da un altro.

Preparativi

Distribuite a ogni giocatore un importo totale di 30 denari (3 banconote da 10), scegliete il mazzo con cui volete giocare e il lato che più vi ispira, togliete le regole veloci e mischiate le carte. Consegnatene 5 ad ogni giocatore quindi girate la prima del mazzo, che verrà posto coperto al centro del tavolo. Ogni concorrente sulla carta ruotata metterà un soldo da 10.

Come si gioca

Al via tutti i partecipanti nello stesso momento mimano le proprie carte, possono fare di tutto, non c'è l'obbligo di stare in silenzio basta non dire ad alta voce quello che c'è scritto sulla carta. Si devono interpretare le carte in sequenza e guardarsi intorno per vedere se qualcuno sta cercando di mettere in atto la stessa scena. 
Infatti nel mazzo le carte sono uguali a due a due.
Si crea una baraonda che potrebbe sembrare molto divertente ma a volte è solo confusione fine a sé stessa, siccome nel video non vi abbiamo mostrato come si può svolgere una partita vi metto qui un esempio abbastanza esaustivo.


Una volta che avete trovato la persona che ha la vostra carta la potete girare davanti a voi, farà lo stesso l'altro giocatore e ne pescherete un'altra dal mazzo, per avere cinque carte in mano. Se vi trovate in un momento di impasse in cui nessuno indovina niente tutti i giocatori, cambiano una loro carta con una che sta nel mazzo e si continua.


Fin qui tutto bene ma ora arrivano le note dolenti, mica si può fare un gioco senza penalità e infatti è stata introdotta la carta ostacolo, capirete di possederla perché vi troverete una persona disperata in mano. A fine partita questa vi farà perdere 30 bigliettoni ma potrete disfarvene, la potete dare a un giocatore che si è appena liberato di una carta, prima che ne riesca a pescare un'altra dal mazzo. Già questo gioco è un casino pure st'altra cosa c'hanno messo? 


In ogni modo continuate così fino a quando un giocatore termina le carte che ha in mano e urla Hilarium
Si contano  i punti:
  • ogni carta scoperta vale 10
  • ogni carta rimasta in mano vale -10
  • chi ha la carta scoperta affianco al mazzo guadagna tutto il gruzzolo
  • chi ha la carta ostacolo perde 30.

Quindi distribuite tanti soldi quant'è il punteggio ottenuto.


Se il gioco si fosse concluso così poteva andare ma pensate che con lo stesso mazzo dovete fare ben 4 partite di seguito che naturalmente saranno più veloci della prima perché avrete già  in mente come mimare le assurdità scritte sulle carte ma, come dico anche dopo, facendo sempre le stesse cose ci si annoia e il divertimento ha un andamento a gaussiana quindi dopo un picco raggiunge praticamente lo zero.

Prima d lasciarvi alle impressioni fatemi chiudere questa sessione con la regola che mi irrita maggiormente: "Se all'inizio di una manche non hai soldi per fare la scommessa racimola un po' di banconote e quando puoi devi fare la puntata doppia". Oltre al fatto che ti pagano alla fine del round e non puoi accumulare banconote strada facendo, ma che razza di regola è questa? Gli usurai? Me lo dai quando ce l'hai? Non va bene le regole devono essere precise altrimenti non vengono rispettate!

Impressioni

Come avrete potuto capire dal mio sarcasmo galoppante questo gioco non mi piace; partiamo dalla grafica che, a mio parere, è orribile. Lo so lo so eravamo negli anni 2000 c'erano le Lollipop e gli Hanson, la moda e le capigliature erano terribili ma i modelli che campeggiano sui soldi e sulle carte sono davvero brutti e, secondo me fa anche un po' senso vedere della gente che esce dalle lettere di hilarium. 

In ogni caso trovo concettualmente sbagliata la decisione di usare le banconote per segnare il punteggio, bastavano dei piccoli gettoni o anche solo dei foglietti di carta.

Le carte ti confondono tantissimo non sai da che lato guardare, occorreva fare dei mazzi con un retro definito, non basta il colore per individuare il lato in cui si gioca.

La regola che mi lascia proprio perplessa invece è quella di dover giocare ben 4 manche con lo stesso mazzo...ma perché? Già 3 sono troppe figuriamoci 4, dopo la seconda non c'è più divertimento ma solo monotonia nel rivedere sempre le stesse mosse, non c'è sfida, competizione e inventiva ma solo la speranza che il gioco finisca presto. Infatti io con i miei amici, quando ci ho giocato ho cambiato mazzo ad ogni turno.

Detto questo, anche se penso che l'idea alla base di Hilarium potrebbe essere carina, ci sono leggerezze sul regolamento che lo rendono molto noioso, io l'ho abbandonato dopo una partita e ogni volta che vado ad una festa ci penso 10 volte prima di decidere se portarlo o meno.

Come sempre se avete qualche altra idea a riguardo condividetela con noi nei commenti.

Alla prossima!

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venerdì 22 novembre 2019

Pippo e i ritratti scomparsi - Ravensburger 1994

Questa recensione è una sorta di "seguito" di quella della scorsa settimana dedicata alla foresta incantata. Infatti qualche anno dopo l'uscita di questo gioco la Ravensburger ha pensato di pubblicare una variante per bambini adatta da 2 a 4 giocatori da 4 a 99 anni e s'intitolata "Pippo e i ritratti scomparsi".
In realtà il titolo originale ( traducendolo dal tedesco) è "Pippo e la foresta dei colori" che ha molto più senso, chissà perché in italiano l'hanno così snaturato.

Non conosco la vicenda del gioco tedesco ma quella italiana ha un che di assurdo: Pippo, Topolino, Paperino ed Orazio vengono "bastonati" dalle loro fidanzate ( ma la fidanzata di Pippo chi è?) perché si sono persi delle foto che loro volevano incorniciare allora li hanno rimandati nel bosco per ritrovarle....



In ogni modo questo è un gioco didattico per insegnare ai bambini i colori la memoria e anche la strategia.

Se volete vedere il gioco all'opera vi lascio qui il link del video.



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Qualora aveste dei problemi con il regolamento potete contattare la mail alla quale avete effettuato il pagamento.

Contenuto della confezione



Nella confezione c'è:
  • una plancia con un percorso circolare con una x, le caselle sono caratterizzate da 4 colori: giallo, rosso, blu e verde;
  • 4 pedine di differenti altezze rappresentanti Pippo, Paperino, Topolino e Orazio. Mi irrita non poco vedere che le pedine siano di altezza differente io le avrei fatte tutte uguali;
  • 8 alberi che la prima volta che ci giocate dovrete assemblare con i ritratti sul fondo
  • un dado con le facce colorate;
  • un libretto d'istruzioni. 

Preparativi

Ognuno sceglie un personaggio e lo pone al proprio angolo di partenza. Si mischiano gli alberi e si mettono sulle rispettive caselle, per rendere il gioco più semplice si possono usare anche solo gli alberi di chi sta giocando.



Come si gioca

rispetto all'originale (cioè la foresta incantata) il movimento è più semplice: dopo il lancio del dado si deve raggiungere la prima casella di quel colore, ciò comporta una strategia non indifferente in quanto si deve decidere se andare verso una direzione o un' altra, considerando anche che le caselle occupate dagli altri giocatori non si contano e la casella centrale è caratterizzata da vari colori, spostarsi non è poi così semplice.

Forse i più arguti si sono fatti 2 conti e hanno capto che i colori sulla plancia sono 4 ma le facce del dado 6 quindi che fare?


Le due facce aggiuntive servono a:
  • quella viola permette di cambiare di posto a due alberi;
  • quella bianca permette di sbirciare sotto un albero senza spostarsi dal proprio posto.
Credo sia superfluo dire che il vincitore sarà colui che riuscirà a scovare i 2 alberi con sotto la propria faccia. Una volta individuati e raggiunti si tolgono dal tabellone e si mettono sulla propria casella di partenza.


Ho acquistato questo gioco principalmente per fare il paio con l'altro ma non mi è dispiaciuto giocarci con mia nonna che ormai ha quasi 90 anni.

Spero che questa recensione vi sia piaciuta alla prossima!

sabato 16 novembre 2019

La foresta incantata (Sagaland) - 1990 - Ravensburger

Oggi vi parlerò di un gioco a cui tengo particolarmente, l'ho acquistato più di un anno fa, ormai, in una ludoteca/locale vegano della mia città che purtroppo ha chiuso. Questa era la copia personale del gestore e me l'ha venduta a un prezzo non proprio conveniente, quando ha deciso di serrare le porte del locale. Io comunque non ho badato a spese perché lo desideravo davvero tanto.

Il gioco in questione è La foresta incantata o Sagaland della Ravensburger edito nel 1990, adatto da 2 a 6 giocatori da 8 a 99 anni. Come molti giochi storici di questa casa editrice ha i segnalini a forma di omino e delle "strutture" che sotto hanno delle immagini, questa volta sono degli alberi molti simili a carciofi, altre volte, come nel gioco del commissario, erano delle casette.
Fondamentalmente questo tipo di giochi è pensato per i bambini, per coniugare un passatempo di percorso a un gioco di memoria e, vi dirò, anche se il concetto è semplice giocarci non è poi tanto facile.



Se volete vedere il gioco all'opera vi lascio qui il link della recensione.



SIETE ALLA RICERCA DEL REGOLAMENTO DELLA FORESTA INCANTATA? POTETE SCARICARLO AL SEGUENTE LINK CON UN PICCOLO CONTRIBUTO COSI' CI AIUTERETE AD ACQUISTARE NUOVI GIOCHI DA RECENSIRE SU QUESTO BLOG. GRAZIE :)

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Qualora riscontriate dei problemi con il download potete contattare la mail alla quale avete fatto il pagamento, vi verrà inviato il regolamento per mail.

Per chi volesse rivivere la magia di questo gioco con una versione economia che ingombra poco può acquistare la versione da viaggio di Sagaland, vi lasciamo qui il link per acquistarlo su Amazon: https://amzn.to/2KJ3s3y

Contenuto della confezione

Aprendo la scatola della foresta incantata vi troverete in un mondo magico, infatti l'interno della confezione è decorata con dei riquadri e dei simpatici folletti, che potrete vedere una volta rimosso il piano da gioco, oltre a questo ci sono:
  • 13 alberi che la prima volta dovete montare incastrando sulla loro base dei cartoncini con delle immagini;
  • 6 segnalini di differenti colori: giallo, verde, rosso, blu, viola, legno;
  • due dadi numerati dall'1 al 6;
  • un mazzo da 13 carte realizzate in cartone pesante.



Preparativi

Come potete vedere la plancia di gioco rappresenta una foresta incantata, lo capirete dalle tante strutture antropomorfe che si celano in alberi o caverne, le caselle sono cirocolari e collegate tra loro da lineette che vi permettono di capire come muovervi, infatti potete spostarvi solo su due cerchi attigui che sono collegati. Prima d'iniziare sistemate gli alberi, senza sbirciare, sotto sulle apposite caselle e mettete tutte le pedine in quella con una griglia che si trova vicino ad una "villa". Dovete, inoltre mescolare le carte e porle scoperte sul castello.



Come si gioca

Il gioco è molto semplice: al proprio turno i giocatori tirano i dadi e cominciano a muoversi nella foresta, se ci si ferma una casella collegata a un albero si può vedere sotto di esso per scorgere cosa nasconde. Siccome ci sono due dadi potete scegliere a piacimento quale numero fare per primo, se dopo questo primo spostamento raggiungete un albero potete sbirciarci sotto poi continuare lo spostamento. Potete muovervi nella direzione che volete basta non cambiarla durante il turno.

Ma a cosa vi serve vedere tutti i simbolini nascosti sotto agli alberi?
Non so se avete fatto caso ma gli stessi si trovano anche sulle carte poste sul castello, quindi quando siete riusciti a scovare quello relativo all'immagine visibile potete decidere di dirigervi verso il castello.


In realtà questa è l'interpretazione più banale delle regole perché potreste andare al castello anche se non sapete dove si trova il simbolo che cercate per bluffare o per fare un colpo di testa. Infatti per poter svelare a tutti dove si nasconde il simbolo sulla carta attualmente scoperta dovete raggiungere la chiave posta vicino al castello, con un numero esatto del dado. A questo punto, prelevate l'albero che avete puntato, sbirciarci sotto e se il simbolo è esatto mostrarlo a tutti. In questo caso conquisterete la carta che dovete porre davanti a voi. Se sbagliate tornate alla casella di partenza.


Nel turno successivo potete decidere di rimanere sulla casella chiave e scoprire a caso un altro albero, se indovinate anche la carta successiva è vostra,  sennò sarete rispediti, come di consueto sulla casella di partenza; in alternativa potete muovervi da quella posizione e continuare a girovagare per la foresta. Solo per due turni potete rimanere sulla chiave al terzo sarete costretti a spostarvi.

Vincerà chi per primo guadagna 3 carte.


Prima di salutarvi devo dirvi altre 2 regole che rendono questo gioco interessante:

  • la prima vi consente di rispedire un avversario alla casella di partenza, se raggiungete la casella dove si trova con un numero esatto;
  • se vi esce un numero doppio con il dado potete scegliere una magia da fare: 
  1. spostarvi vicino ad un albero a piacimento e guardarci sotto;
  2. avvicinarvi al castello spostando il segnalino sulla casella dove c'è l'asterisco;
  3. cambiare la carta che viene esposta.
Tutti i simboli presenti sulle carte sono relativi a favole classiche, riuscite a capire quali sono? Qual è quella che si ripete per ben 3 volte?


Alla prossima:)

Se questo gioco vi è piaciuto restate sintonizzati la settimana prossima parlerò di una variante per bambini più piccoli con personaggi Disney.

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lunedì 11 novembre 2019

Quiz & Lode Ravensburger

Oggi vi parlio dei Quiz & lode della Ravensburger, se vi sembra un gioco non tanto vecchio sappiate che i primi sono usciti negli anni novanta e poi con modifiche grafiche e aggiornamenti si sono mantenuti in auge fino agli anni 2000.

Se volete saperne di più potete vedere il nostro video.



Cosa sono i Quiz & Lode

I Quiz & Lode non sono un vero e proprio gioco ma più una compilation di domande che si potevano sfruttare in vari modi. La loro forza era quella di essere rilegati in resistenti blocchi fermati con una borchia in plastica. Quelli non speciali ma classici erano venduti i confezioni di plastica che contenevano due blocchi per sfidare gli amici (come vedremo dopo) gli altri invece stavano in delle semplici buste trasparenti usa e getta e non avevano alcun contenitore protettivo.


Io li desideravo tanto ma non li ho mai avuti... chissà perché, anche se era un gioco educativo che stimolava la mente dei bambini a essere più aperta e ad apprendere concetti che sarebbero potuti tornare utili durante gli studi i miei non me li hanno voluti comprare.


Quanti tipi di Quiz e lode esistono?

Per renderli fruibili da tutti i bambini esistevano vari Quiz & lode, divisi a seconda dell'età e della classe frequentata. C'erano domande per ogni classe delle elementari fino ad arrivare alla prima media. Differivano dal numero di materie che per la prima erano 5, per la seconda 7 e in tutte le altre 10. Ma quali sono queste materie? Le potete vedere nella foto qui di seguito.


Anche nel numero di domande si modificava passando da 600 o 800 per le classi inferiori fino ad arrivare a 1150 e 1250 in quelle superiori.

Produssero anche di blocchi speciali monotematici come quelli ispirati allo sport o quelli dei cartoni animati della disney come quello del Gobbo di Notre Dame che vedete nelle foto.


Quest'ultimo, l'unico su cui posso darvi una testimonianza, perché lo posseggo ha delle domande un po' differenti da quello classico infatti da una parte si doveva indovinare cosa avveniva dopo una certa scena del film, dall'altra c'erano dei rompicapo visivi: guardano l'immagine bisognava vedere i particolari che mancavano o i disegni che occorrevano per finire la sequenza e così via. L'aspetto visivo lo rendeva un gioco che bisognava fare a distanze ravvicinate quindi non adatto per quiz al telefono o per un viaggio.



Come si gioca a quiz e lode

A Quiz & lode si può giocare da soli quindi ci si pone le domande e poi si guardano le risposte, è difficile barare perché queste si trovano su due pagine differenti, l'unico rischio è quello di vedere  anche la risposta al quiz successivo. La soluzione potrebbe essere quelladi rispondere a pagine intere prima di vedere se si è indovinato.


Si può giocare anche in due: ognuno prende un blocco e ci si sfida a suon di domande, non si cambia turno finché uno non sbaglia e ognuno guadagna un punto. Chi prima arriva a 10 vince, si può aumentare anche questo valore.


Spero che questa recensione vi abbia fatto piacere, se avete dei ricordi o delle considerazioni da fare questo gioco potete lasciare un commento!

Alla prossima :)