giovedì 30 marzo 2017

Kalaha o Bantumi gioco classico

Ciao!
Oggi vi parlerò di Kalaha un gioco classico inventato da Eilliam Julius Champion jr. nel 1940, ma chiaramente ispirato ad antichi giochi asiatici e africani (così recita wikipedia); adatto per due giocatori da 8 anni in su.
Se ne volete vedere la video-recensione ve la lascio qui.



Per coloro che hanno trascorso la loro adolescenza negli anni 2000, questo gioco non apparirà nuovo, infatti uno dei cellulari più bramati in quel periodo era il Nokia 3330 aveva propio il videogioco di Kalaha chiamato BANTUMI.
Le istruzioni praticamente non c'erano, veniva detto solo di prendere e mettere fagioli in coppette ma non si capiva il criterio; io l'ho compreso il fine di tutto dolo dopo aver giocato a Kalaha!

L'ho acquistato perché me lo ha consigliato mia zia che lo stava cercando da proporre come gioco matematico ai suoi alunni, l'aveva visto in un bellissimo libro che si chiama "giochi dal mondo" edito della UNICEF (vi parlo di questo e altri libri contenenti i giochi in questo video).
Io l'ho acquistato da Ikea ma se ne trovano anche altre in vari materiali e prezzi, vi lascio qui di seguito qualche link di Amazon. Vi ricordo che ogni acquisto fatto attraverso i nostri collegamenti ci permette diavere una piccola percentuale da spendere su questo e-commerce per acquistare altri giochi ed attrezzature per migliorare i nostri video.


Potete, in alternativa autocostruirvene una versione, servono delle tazzine/coppette o, come suggerisce Po nel video, anche dei contenitori per le uova.

Come è fatto il gioco e setup

La plancia di gioco prevede 12 contenitori piccoli, 6 per lato e due contenitori più grandi alle estremità, questi ultimi si chiamano negozi. Per giocare dovete disporvi uno di fronte all'altro: quello che avrete davanti a voi sarà il vostro negozio dove riporre, appunto, le palline, le biglie o i fagioli che userete nel gioco. La fila di contenitori più piccoli che si trovano alla vostra sinistra sarà la vostra parte del campo da gioco.


Prima di cominciare mettete quattro cubetti palline fagioli o biglie in ogni contenitore piccolo.


Come si gioca

Per decidere chi inizia si userà una moneta. Il primo giocatore sceglierà un contenitore dalla propria parte del tabellone prenderà il suo contenuto e si dirigerà verso il suo negozio girando in senso orario, questo dovrà lasciare un cubetto (da ora in po li chiamerò così in quanto nella mia versione ci sono dei cubetti di legno blu) in ogni contenitore.
Se si passa dal proprio negozio se ne lascerà uno anche lì, e poi si continuerà mettendo cubetti anche nei contenitori della parte del proprio avversario.
Se l'ultimo cubetto finisce proprio nel proprio negozio al giocatore toccherà un'altra mossa.


Il gioco non è banale come sembra, in quanto c'è la regola che se finite la vostra mossa mettendo un cubetto in un contenitore VUOTO del VOSTRO LATO prenderete il cubetto appena messo e quelli del contenitore di fianco e li porterete entrambi nel vostro negozio.



Quindi state sempre attenti quando ammassate troppi cubetti perché il vostro avversario potrà rubarveli. Quando fate delle mosse che vi permetteranno di fare un giro del "tabellone" ricordatevi di NON LASCIARE un cubetto nel negozio dell'avversario ma di saltarlo e continuare.

Il vincitore sarà colui che avrà il maggior numero di cubetti nel proprio negozio alla fine della partita, ricordatevi che se rimangono cubetti solo da una parte del tabellone il gioco finirà e quelli saranno del giocatore proprietario di quella parte di plancia.

Non si tratta di un gioco difficile ma per capirlo a fondo non basta leggere le spiegazioni bisogna giocarci.
Fatemi sapere se avete qualche versione diversa da quelle che ho visto io di questo gioco o se l'avete auto costruito!

Alla prossima :)

lunedì 27 marzo 2017

Qualche informazione sulle "pietre incantate" - gig/hasbro - 1993/95

Ciao!
Oggi un post sul blog inaspettato, non pensavo nemmeno io di ricavarci un articolo, ma quando sento parlare di un gioco vecchio non posso esimermi dall'incuriosirmi.

Questa volta la mia ricerca è iniziata in modo fallimentare, ho avuto un input da un lettore ma non sono riuscita a trovare niente sulla rete anche perché avevo info frammentarie, ho dovuto chiedere aiuto ad una ragazza che gentilmente mi fornisce notizie sui giochi vintage e mi aiuta a colmare le mie enormi lacune. Quindi, avendo racimolato tantissime informazioni in merito, alla fine ho pensato di condividere con tutti voi, appassionati di giocattoli vintage, quello che mi ho scoperto.

Oggi parliamo delle pietre incantate, è la prima volta che faccio una recensione di un giocattolo che non ho e non ho mai toccato con mano. Per le immagini vi lascio i link dei siti per evitare, come sempre, di incorrere in segnalazioni.

Immagine presa da un venditore di ebay, su richiesta la rimuovo dal blog

In questo sito potete rifarvi gli occhi vedendo tutte le serie che sono state prodotte o meglio delle treasure rockshttp://www.ghostofthedoll.co.uk/treasurerocks.php
Questo sito, però, ignora totalmente il fatto che questo fantastico gioco è esistito anche in Italia e lo testimonia questa pubblicità: http://i.ebayimg.com/00/s/NTIyWDM4OQ==/$(KGrHqF,!jUE65jdWOSEBO3-0zNILg~~60_35.JPG che sicuramente sarà apparsa sulle pagine di topolino o di qualche altra rivista per bambini/ragazzi.

Le pietre incantate sono state distribuite in Italia dalla GIG dal 1993 al 1995, si trattava di un'alternativa creativa alle semplici parure di gioielli con cui di solito le bambine giocano, infatti in questo caso dovevi prima ricavare le gemme da semplici pietre e solo dopo montare i tuoi gioielli.
C'erano varie confezioni contenenti diversi gioielli: orecchini, bracciali, collane, diademi, elastici per capelli, broches, ecc.
Inizialmente credevo che il numero di pietre, contenuto in ogni confezione, fosse correlato al numero di fori da colmare ma, mi sono accorta che, ci sono più pietre del necessario per dare adito, appunto, alla parte creativa del gioco e quindi modificare a piacimento i propri gioielli. Le montature dei gioielli, infatti, permettevano di incastonare e rimuovere facilmente le pietre.

In ogni confezione inoltre non mancava mai l'ampolla magica: un contenitore a forma di gemma in plastica trasparente di un colore viola-fucsia che dovevate riempire con dell'acqua calda, introducendo la pietra prima si "scioglieva" la parte grezza che la faceva assomigliare ad un sasso e in seguito con il "potere" dell'acqua calda la gemma, ormai liberata, si colorava. Questo è il processo che mi ha descritto con dovizia di particolari la ragazza che mi ha fornito tutte queste info.


Su internet potete acquistare anche delle confezioni rimaste invendute a questo sito http://www.bona.it/listini/cogig.htm
Devo dire che ci stavo facendo un pensierino ma ho notato che la sezione delle pietre risulta essere un po' rovinata, come se le pietre avessero rilasciato tutto il loro colore.
Ho visto anche alcune pubblicità americane di cui vi lascio un esempio qui: https://www.youtube.com/watch?v=33EBV-NHbJ8
in questi spot si può vedere che bisogna riempire l'ampolla d'acqua e chiuderla con un tappo, shakerare e vedere che esse si scolorano perdendo la parte esterna e così si lascia libera la gemma di plastica.
Ho scovato anche quest' altro spot: https://www.youtube.com/watch?v=4_xhBWnoJi4 in cui si vede che c'erano delle pietre speciali trasparenti che con i raggi del sole si coloravano, forse proprio questo tipo di gemme aveva la ragazza che mi ha fornito queste info le quali prima erano trasparenti e solo dopo si sono colorate.

Fatto sta che questo gioco mi sarebbe piaciuto molto anche se con la mia indole da "risparmiatrice" sicuramente, mi avrebbe fatto tenere da parte qualche pietra non trasformata, ho dei problemi con i giochi che hanno una parte che si "consuma" in quanto non sempre si trovano dei rimpiazzi.

Spero che vi abbia fatto piacere leggere queste informazioni, a me ha fatto molto piacere riceverle, alla prossima :)

sabato 25 marzo 2017

Ciò che si trova nelle scatole dei giochi da tavolo...

Ciao!
Oggi vorrei fare una recensione diversa dalle solite e quindi parlarvi di una cosa a cui ho fatto caso da quando ho cominciato a comprare i giochi da tavolo usati, circa un anno e mezzo fa.

Ho notato che nelle scatole dei giochi da tavolo si possono trovare le più svariate cose, come se fosse quello il loro vero posto e la gente prima di venderli non si preoccupa nemmeno di togliere: sembra che non veda l'ora di liberarsi d una scatola, oppure il gioco le ha così inglobate in sé che i proprietari pensano sia qualcosa indispensabile per fare una partita (forse avevano trovato nuovi modi di giocare e quegli oggetti venivano usati nella partita).

Dopo varia esperienza in questo campo, penso sia importante lasciare le cose che si trovano in una scatola al suo interno: sia perché se in futuro l'andrete a cercare siete sicuri di ritrovarle proprio lì dove ricordate di averle viste l'ultima volta, sia perché ormai quello è diventato l'ambiente di quell'oggetto e spostandolo snaturerete un certo equilibrio creato negli anni.

Parlo con cognizione di causa avendo in mente un esempio: il natale in cui mi regalarono l'erede misterioso dai pandorini bauli uscivano degli indiani, proprio uno di questi di sesso femminile, da quell'anno si trova all'interno di quella scatola e io mi vedo bene dal spostarla perché ormai quello è il suo posto e io sono sicura di trovarla sempre lì.


A volte porre qualche oggetto in una scatola di un gioco da tavolo vi assicura di preservarlo dalle grinfie delle vostre mamme che in un momento di furia distruttrice scavano nei vostri giochi vecchi per buttare via tutto.
Questo è successo a me quando ho ritrovato l'unico pezzo superstite di lego Paradisa proprio all'interno di mangia hippo (se volete leggere la recensione in cui mia mamma si è redenta e mi ha fatto ritrovare questo lego dopo averlo buttato vi lascio il link qui). Dentro mangia hippo c'è anche la scatolina del mulino bianco d'annata questa, più che altro, risiede qui per utilità, in quanto funge da contenitore delle palline del gioco.



Gli esempi delle mie cose che vivono nelle scatole dei giochi finiscono qui ma, come dicevo prima, ne ho viste di tutte i colori, vi racconterò quelle che mi sono rimaste più impresse o che semplicemente mi ricordo.

Guardando nella scatola di un esemplare del gioco di everly hills 90210, che non comprai in quell'occasione in quanto mancava della cassetta, ho trovato la giustificazione da firmare per una gita scolastica, si trattava di una visita ad un sito archeologico vicino alla mia città e presumo fosse delle elementari. Naturalmente non era firmata e si trovava nel gioco, chissà perché stava lì... o la bambina l'ha nascosta perché non ci voleva andare o la mamma l'ha rimessa erroneamente nella scatola per rassettare, in entrambi i casi il mio dubbio è: ma la proprietaria di quel gioco ci sarà andata a quella gita?

Nel gioco il pranzo è servito ho trovato, tutte cose che però poi ho subito cestinato: una scatola di formaggini (io odio il formaggio mi fa schifo anche solo toccare la confezione) di annata piena di scoppietti. Cioè di quei cosi che fanno bum a capodanno come si chiamano? raudi? bombicelle? io li chiamo scoppietti....come mai stavano lì?

In un altro gioco che non mi ricordo esattamente quale sia...ho trovato delle carte promozionali della 3 M, due mazzi sani sani. Si tratta di un gioco brutto e inutile una sorta di "gioco delle tre carte" ma non le ho buttate, le tengo ancora nel cassetto chissà se mi potranno servire in futuro.


Un sistema migratorio inverso, invece è quello che va dalle scatole da gioco all'esterno e coinvolge: dadi, clessidre e pedine, che sono le cose che più facilmente mancano nei giochi e sono anche quelle più facili da sostituire.

Infatti Una delle cose più classiche da trovare in una scatola da gioco sono le pedine del gioco dell'oca si riconoscono perché sono appunto delle oche. Chissà come mai le pedine originali del gioco spesso vengono sostituite con queste, così come i dadi.


A volte nei giochi da tavolo si possono trovare matite e foglietti per annotare il punteggio, se si tratta di giochi di seconda mano, mi incuriosisce sempre leggere ciò che c'è scritto. Nella versione di heroquest, che ho comprato poco tempo fa, ho trovato tre profili di giocatori con nome nickname originali e perfino il disegno dello scudo, mi ha fatto sorridere perché sono disegni infantili ma molto efficaci (anche se uno non l'ho capito pienamente): il nome Vittorio per un nano è spettacolare, ma va bene così non c'è una spiegazione per tutto.

La cosa incomprensibile invece è stata trovare sempre dentro a hero quest 6 ampolle della forza! Non sapete cosa sono le ampolle della forza? Vi lascio qui la mia recensione dei ninja kombattini allora ;)! Io le ho riconosciute subito ma per un occhio poco esperto potevano essere dei pezzi di plastica comune... come mai stavano tutte lì? Mi immagino i giochi di un bambino il quale ha usato tutti i personaggi di Hero Quest per ingaggiare battaglia verso i poveri kombattini ed infine privarli delle ampolle della forza che oramai venivano custodite come trofeo di guerra nella scatola di del gioco, io infatti le ho lasciate lì, non sia mai che violi la sacralità della cosa.



All'interno del gioco parco della vittoria hanno pensato bene di togliere i bellissimi segnalini di metallo e di sostituirli con 2, bambine che camminano in modo strano; Po dice che sono fasciste e stanno facendo il passo dell'oca, al che io ho pensato fossero semplicemente dei segnalini del gioco dell'oca...I giochi dell'oca colonizzeranno il mondo.


All'interno di piccole donne che io chiamo semplicemente il gioco delle borsette di cui vi lascio la recensione qui ho trovato un piccolo tesoro.
Innanzitutto un tabellone del gioco dell'oca, bello vecchio risalente agli anni '70 e udite udite la plancia del gioco di barbie "la regina del ballo" del 1965. Ho visto che il gioco intero vale tantissimo, questo ritrovamento è stato quello che mi ha spinto a continuare a scrivere le recensioni e interessarmi di giochi da tavolo. Ho cercato di trovare su internet i pezzi del gioco e quelli che non ho reperito li ho ricostruiti io. Ultimamente ho anche rinvenuto una versione più moderna dei questo gioco, che hanno rieditato varie volte, ma questa è un'altra storia, anzi un'altra recensione, ve ne parlerò presto.

La cosa di trovare cose estranee nei giochi da tavolo può essere traslata anche ad altre cose, ad esempio i libri, non vi è mai capitato di comprare un libro usato e trovarci dentro una frase, un appunto, un annotazione, un biglietto dell'autobus o una fotografia? A me si anzi, ho comprato un libro solo per averci trovato una foto, io amo le foto vecchie. Le amo di più se c'è qualcuno che mi racconta la storia che c'è dietro ma per questa ho solo un nome appuntato sul retro. La foto rappresenta un coro di bambini quindi forse non saprò mai chi era la bambina proprietaria della foto, ma non si sa mai, per questo motivo lascio sempre qualcosa nei libri o nelle scatole di giochi così quando li ritrovo mi torna in mente un ricordo o un momento felice. Forse anche coloro i quali vendono le proprie cose, lasciando qualcosa di estraneo al loro interno, fanno lo stesso ragionamento e abbandonano qualcosa di sé solo per essere trovati, ricordati o cercati da qualcun altro.

Spero che questa recensione diversa dal solito vi sia piaciuta e vi abbia fatto riflettere su cosa avete lasciato nelle scatole da gioco; se avete trovato anche voi delle cose strane nei giochi vorrei saperlo assolutamente, scrivetemelo nei commenti :).

sabato 18 marzo 2017

Barricata malefiz o barricate - Ravensburger - anni '60

Ciao!
oggi vi vorrei parlare di un altro gioco che mi sono auto costruita, si tratta di barricata malefiz o in italiano barricate edito dalla Ravensburger nel 1960, sinceramente non saprei dirvi da che età è consigliato, io lo consiglierei da 6 anni in su ma sicuramente è da 2 a 4 giocatori.

Ho conosciuto questo gioco leggendo un bellissimo libro fotografico chiamato:"giochi vintage" che mi è stato regalato due natali fa ed è edito dalla white stars. Sono stata incuriosita perché la descrizione al gioco dice che, alla famosa fiera di Norimberga dove si presentano le novità ludiche, e che si tiene ancora oggi, nell'anno 1960 questo passatempo fece moltissimo scalpore per la sua copertina.
Su questa sono ritratti i quattro personaggi che si sfidano per raggiungere la vittoria: si tratta di una bambina, un pistolero, un vecchio barbone e un'avvenente signorina, quindi si pensava che fosse una cosa ardita che un pistolero e un anziano signore sfidassero una bambina in un gioco del genere....bah altri tempi. (Evito di mettere la foto perché non essendo una foto fatta da me ho paura di ritorsioni mediatiche ma la trovate facilmente su internet).

Come costruirlo

Non ho trovato il gioco originale e data la sua semplicità ho deciso di costruirmelo da me. L'immagine della plancia si trova facilmente in rete quindi potete stamparla e attaccarla su un cartoncino, a me piacciono le sfide quindi ho usato un cartoncino giallo e ho tagliato pazientemente tutti i cerchietti neri e rossi che costituiscono le caselle e ho riprodotto tutte le decorazioni a mano.



Vi servirà poi un dado normale e 5 pedine di ogni colore: bianche, verdi, blu e rosse.
Lo so non è facile trovare le pedine ma io ho avuto la brillante idea di utilizzare delle puntine, è "bastato" toglierci la punta e molarle, la punta si toglie facilmente rimuovendola con una tronchesina. Il passaggio più arduo è stato quello di appiattire la restante parte di metallo, io cmi sono fatta aiutare da Po.

Vi servono anche le barricate ovvero 11 cerchietti di legno, io, che ve lo dico a fare, li ho ritagliatie dal compensato ma potete ricrearle anche con del cartone spessorato. Se trovate qualche alternativa ai materiali di gioco che vi ho descritto fatemi sapere e condividete, se volete, la vostra esperienza con gli altri lettori di questo blog.

Come si gioca

Il gioco è molto semplice, ed è basato esclusivamente sulla fortuna anche se ci vuole un minimo di strategia. Al vostro turno tirate il dado e spostate una vostra pedina del numero uscito, questa non potrà superare le barricate, che andranno poste (all'inizio del gioco) sui punti rossi del tabellone. Le barricate, però potranno essere spostate se ci capitate sopra con un numero esatto del dado.

Potete tirare fuori dalla vostra base quante pedine volete, muovendone sempre una a turno, e spostarvi avanti e indietro, a destra e a sinistra basta che ogni volta che mi muovete scegliete una sola direzione verso cui dirigervi.
E' anche possibile mangiare le pedine avversarie se capitate sulla stessa casella dove esse si trovano. In questo caso verranno tolte definitivamente dal gioco.
Il vincitore sarà colui che raggiungerà la casella finale con un numero esatto o l'unico giocatore rimasto in gioco.


Se volete vedere la video recensione a questo gioco vi lascio il link qui

Spero che questa recensione vi abbia incuriosito! Alla prossima :).

sabato 11 marzo 2017

Il gioco di braccio di ferro MB 1988 - scale e serpenti

Ciao!
Oggi vorrei parlarvi di un gioco classico si tratta di scale e serpenti.

Un po' di storia

Nel libro che ho io c'è scritto che è nato in india nel 13° secolo per insegnare ai bambini il valore delle loro cattive o buone azioni, in relazione con il ciclo della reincarnazione. poi questo passatempo si è evoluto ed è stato molto apprezzato dagli inglesi che hanno tolto questa valenza, per così dire, religiosa. Se volte saperne di più cercando "scale e serpenti", su wikipedia, troverete tutta la storia.

Come si gioca

Scale e serpenti è un gioco classico con una scacchiera numerata in cui si avanza percorrendo il tracciato una volta da sinistra a destra, un'altra destra a sinistra cioè è un percorso bustrofelico.
Ogni tanto si incontrano delle scale e dei serpenti appunto, quando si finisce in una casella con una scala si può salire fino alla casella dove essa termina, così da raggiungere più in fretta il traguardo. Al contrario, se si finisce in una casella con la testa di un serpente bisogna percorrerlo tutto fino a dove conduce la sua coda tornando indietro nel percorso.

A seconda delle varie regole, che si adottano, si può decidere:

  •  se ritirare quando esce un 6 oppure;
  •  giungere all'ultima casella con un numero esatto.

Materiali di gioco

Naturalmente i materiali di gioco sono:

  •  le pedine, di solito 4;
  •  un normalissimo dado.
 Quindi lo potete costruire voi o trovare dei font scaricabili da internet.

Se volete vedere la video recensione di questo gioco vi lascio qui.

Il gioco di braccio di ferro

Fino ad ora vi ho parlato del gioco scale e serpenti ma il titolo della recensione era "il gioco di braccio di ferro" quindi torno a bomba. Pochi mesi fa mi sono imbattuta in questo gioco della MB risalente alla fine degli anni'80.



Appena l'ho aperto ho subito capito che si trattava, niente di meno, che di una versione del classico gioco scale e serpenti. Infatti c'era una plancia a scacchiera ricoperta, appunto da serpenti e scale.


Nelle caselle da dove partono le scale o i serpenti ci sono delle simpatiche vignette in cui i protagonisti sono braccio di ferro e i suoi amici. Se la scenetta va a finire "bene" vi sarà collocata una scala se, invece, la scenetta ha un risvolto negativo vi sarà collocato un serpente. Inizialmente non riuscivo a capire da dove partissero le scale e i serpenti ma poi ho notato questo collegamento con le immagini.


La plancia presenta nel mezzo un vano di plastica nel quale riporre il dado le quattro pedine, che nel mio mancano in quanto sono state sostituite con delle paperelle (qui potete trovare il link in cui vi spiego perché nelle scatole dei giochi si trovano tanti materiali strani). Tale contenitore può anche fungere da vano dove tirare i dadi, ciò trasforma questo gioco in una sorta di passatempo da viaggio in quanto risulta giocabile anche in quelle situazioni dove non c'è un piano d'appoggio.

Il gioco di braccio di ferro comincia ponendo i segnalini sulla casella uno e dopo il tiro del dado bisogna avanzare del numero uscito contando anche la casella di partenza. Le altre regole sono uguali a quelle che vi ho illustrato prima, in questo regolamento si sottolinea il fatto che bisogna ritirare se esce un 6.


Vi intimo a prestare molta attenzione sia per la caratteristica bustrofelica della plancia sia nel verso in cui ripartire, nel caso abbiate preso al turno precedente una scala o un serpente, perché é molto facile sbagliarsi e invece di andare avanti tornare indietro

In fin dei conti si tratta di un gioco simpatico da tenere per collezionare e per giocarci magari con bambini molto piccoli,per tenerli impegnati un oretta :)

Anche voi avete una versione di scale e serpenti? Se volete parlarmene potete scriverlo nei commenti.
Alla prossima!

venerdì 10 marzo 2017

Figure anni '90 di "un incantesimo dischiuso fra i petali del tempo/ slayers"

Ciao!
Anche in questa volta mi sento un po' fuori luogo ad affrontare la trattazione di una figure perché non è proprio il mio campo ma lo affronto comunque per venire in contatto con qualche appassionato che mi sa dare delle informazioni in più, così mi posso erudire e magari aggiornare questa pagina.

Sto parlando di slayer o come lo conosciamo in Italia "un incantesimo dischiuso tra i petali del tempo", vorrei sapere a chi sia mai venuto in mente un titolo così lungo per un cartone animato, penso che sia il titolo più prolisso nella storia dei  cartoni animati. La sigla era  cantata da Cristina D'Avena a me piaceva tantissimo all'epoca, ma risentendola ultimamente non mi esalta particolarmente.

Arrivati a questo punto sono sicura che ci sarà di sicuro qualcuno che non sa ancora di cosa sto parlando, avete ragione, perché molti tra cui io, conoscevano questo cartone semplicemente con il nome di Rina che è l'appellativo con cui viene chiamata la protagonista: un' eroina dai capelli rossi o meglio arancioni.

Se volete vedere la video recensione vi lascio qui il link, troverete anche la recensione di mighty max e di master of universe spero non vi dispiaccia :)


In realtà ho scoperto che si chiama Lina non so perché il suo nome è stato storpiato in Rina, sempre per lo stesso motivo degli ideogrammi simili che rappresentano la l e la r?
Oltre a lei nel cartone c'era Guido non credo si chiamasse così anche in Giappone, la storia era un fantasy con mostri e stregoni ma non mi ricordo altro, anche leggendo su internet non ho capito granché.

So solo che hanno riproposto varie volte questa serie e negli anni '90 ci sono stati moltissimi tagli perché, si sa, in Italia non eravamo all'avanguardia e si pensava che tutti i cartoni fossero dedicati ad un pubblico di bambini ignorando il fatto che ci fossero serie diverse, dedicate a specifiche fasce d'età.
Ma Mediaset, con Italia 2, a quanto pare, ha fatto fronte a questa cosa e ha riproposto in tempi diversi questo cartone senza tagli.

I personaggi di cui vi parlo sono della gig e sono usciti negli anni novanta in corrispondenza del cartone, si tratta di minifigure parzialmente articolate: possono muovere solo le braccia e le gambe, dico questo perché hanno dei pezzi rigidi come i mantelli o i capelli che ne impediscono la piena articolazione. Gli snodi sono in vista e poco eleganti, inoltre le parti mobili, rispetto al corpo,  sono fatte di un materiale più gommoso.




Mi piace la verniciatura la quale è stata fatta con un materiale opaco ma i particolari dei personaggi sono bruttini e soprattutto non mi convincono le loro espressioni.




Oltre a quelli che posseggo c'erano anche altri personaggi: Zeno, Amelia e Zelgadis. Ognuno aveva un'arma che si illumina al buio e un copri bottone.
Ecco un'altra usanza barbara: i copri-bottone che uscivano anche da topolino, non entravano su tutti i bottoni e una volta collocati ti impedivano di sbottonarli, diventava un' impresa togliersi una camicia . 
Inoltre dietro alla confezione c'erano delle carte da ritagliare con un'immagine e le caratteristiche del personaggio, io le ho ritagliate ma non le trovo più quindi non vi so dare molti lumi a riguardo.


Come sempre se qualcuno si ricorda di questo cartone o di qualche altro gadget della serie (sicuramente c'era la bambola) può scriverlo qui nei commenti, grazie, alla prossima :)